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costi del conto corrente: spese e commissioni



Diverse sono le voci di costo che possono essere associate ad un conto corrente.

Spesso è possibile distinguere tra costi fissi (all'interno del quale può essere ad esempio compreso l'eventuale canone per la tenuta del conto corrente) e costi variabili (come quelli relativi all'esecuzione delle operazioni previste dal contratto, per le spese per la registrazione delle operazioni, ecc.). L'ammontare della componente fissa e di quella variabile, così come la natura delle spese a carico del correntista, può naturalmente essere soggetta a variazioni anche significative a seconda del tipo di conto corrente scelto.

Si segnala, a questo proposito, l'esistenza di diverse tipologie di conto corrente, cui corrispondono caratteristiche peculiari e distintive: tra quelle più note si possono menzionare i conti correnti con canone mensile o canone annuo, i conti correnti zero spese, i conti correnti online, i conti correnti familiari, ecc.

In ordine sparso e senza pretesa di completezza, si illustrano brevemente alcune delle principali spese e commissioni che possono essere previste per un conto corrente.

Vanno innanzitutto menzionate le spese di esecuzione delle operazioni bancarie e le spese di registrazione delle operazioni: le prime, in particolare, si riferiscono alle spese relative all'utilizzo dei servizi che la banca mette a disposizione del correntista e all'esecuzione delle varie tipologie di operazioni (ad esempio, per prelievo tramite Bancomat, emissione di assegni o esecuzione di bonifici bancari, ecc). Sono poi da considerare le eventuali spese annuali della carta Bancomat, quelle relative all'invio dell'estratto conto e di altre comunicazioni al correntista, le spese di custodia titoli (se presente un conto titoli), le spese di chiusura periodica, il bollo sull'estratto conto, l'eventuale commissione di massimo scoperto (in caso di scoperto sul conto).